Cinque giorni di Biennale a Venezia si sono rivelati un colpo di grazia per il mio già compromesso stato psicofisico, tipico del neolaureato: chilometri di minuscole calli e campi da affrontare secondo una logica meticolosa, pena incappare in surreali stradine, pardon rami o calli, che, dopo molto, si tuffano in laguna, costringendo il malcapitato (me stesso) a retrocedere imprecando.
Quest’anno l’esposizione internazionale d’arte si è rivelata decisamente sottotono rispetto alla precedente, tuttavia soddisfacente. Di nuovo qui, “al fresco”, mi scopro inspiegabilmente pronto a ricominciare…
Ad attendermi: un post che svelerà le “mirabolanti” conclusioni della mia tesi, tentativo parziale e temporaneo di chiosare sul tema del blog, un libro che influenzerà le analisi successive, e una new-entry-feticcio (l’astronave atterrata in un pacchetto infiocchettato guardacaso appena dopo la mia discussione: un HTC P3600), stimolante pretesto per approfondire le questioni relative alla responsabilità di quest’impresa.
“The Singularity is Near” si combina non a caso con il post e lo smart-phone, prossimamente, tra spiaggia e acqua salata, su questi schermi…
La scultura nella foto è opera di Li Chen, artista interessante.
Per chi fosse interessato il suo padiglione è a Campo San Salvador (San Marco) 4826 (i numeri civici non sono legati alle strade ma alle zone…AUGURI
).