Corporate Shared Responsibility. “Lesson 2″

Agosto 10, 2007 by farfallaspietata

In questa seconda parte chiarirò la relazione tra CSR e blog descrivendo l’importanza del contributo indiretto di Greenpeace, così da conferire “professionalità” e una relativamente solida base ad una logica di pubblicazione, finora, spesso dettata dall’istinto e probabilmente inadatta a trasmettere l’idea di fondo. (Per una sintesi consultare l’ultimo capoverso. A breve comunque renderò disponibile il PDF della tesi).

Nella definizione di responsabilità sociale dell’impresa della Commissione europea (paragrafo 20) vanno, ai nostri fini, isolate due espressioni: “volontaria” e “parti interessate”, i pilastri sui quali poggia l’intero modello di governance. La volontarietà genera discrezionalità per ciò che concerne l’adozione e la predisposizione delle politiche di responsabilità, strenuamente difesa dalle aziende; le parti interessate o stakeholder sono gli interlocutori privilegiati e si distinguono in quanto potenzialmente in grado di incidere sulle modalità attraverso le quali le imprese raggiungono i propri obiettivi.

Le vicende di Kryptonite ed Apple, ad esempio, indicano come la Rete abbia favorito l’estendersi della popolazione degli stakeholder, inoltre, l’insieme dei blogger, consapevoli critici e attenti, acquisiscono automaticamente questo titolo. La campagna “Green my Apple” promossa da Greenpeace, insospettabile “star” della tesi, lo dimostra.

Greenpeace, una ONG non una impresa, custodisce in sé tutti quei tratti che ne fanno la miglior interprete della contemporaneità limitatamente agli argomenti di interesse.

  1. dal “Trust Barometer2006″ di Edelman emerge che le organizzazioni non governative godono di una generalizzata fiducia, superiore a quella di imprese e governi. Nel rapporto vengono definite “[...] the last trusted institution [...]“. La reputazione e la conseguente fiducia sono valori preziosi nel mondo imprenditoriale, soprattutto per la CSR.
  2. Attraverso la campagna si costituisce polo di pertinenza, riuscendo per questo a sostenere, dialogando, una posizione indipendentemente dal suo valore assoluto. Gran parte dei destinatari (i Mac user) hanno ritenuto pertinenti le informazioni e hanno innescato i flussi di comunicazione orizzontali e verticali all’interno della blogosfera, promuovendo così, in maniera decentrata e non regolata, la causa. La Apple non ha potuto ignorare tutto ciò (4.455 post dedicati, un’infinità di commenti e video), Steve Jobs, alla fine, ha pubblicato una lettera in cui rivede la responsabilità della multinazionale. In Italia, sull’onda del successo, è stata lanciata una campagna parallela .
  3. Propone un modello congruente con le previsioni di Lorenzo Sacconi sul futuro della responsabilità. Nella tesi scrivo: “Secondo l’autore mancano ancora ‘istituzioni della società civile’ che sappiano operare da validi osservatori, capaci di favorire standard condivisi [...]“ (tali concetti vengono espressi in questo testo). Anche se non definibili istituzioni, i blogger, affidandosi alle consuetudini che regolano la blogosfera, possono progressivamente imporsi come elemento che completa la già citata volontarietà. Green my Apple è potenzialmente replicabile: un polo pertinente, autorevole, e una moltitudine di soggetti trainanti che operano spontaneamente.

Per Corporate Shared Responsibility intendo la compenetrazione tra attitudine 2.0 e CSR, l’accostamento dei due fenomeni è inevitabile, inoltre, l’eccessiva discrezionalità determinata dalla volontarietà può essere filtrata dalla natura autopoietica della blogosfera, che, nel caso specifico, svolgerebbe la funzione prevista da Sacconi (si veda il punto 3) per le istituzioni della società civile. Tutte quelle imprese che, convinte sostenitrici della volontarietà, ignorano o superficialmente si appropriano dei mezzi della nuova socialità tradiscono i propri stessi interessi, perchè la Grande Conversazione è l’unica ragionevole alternativa ad una rigida normazione. La corretta collocazione di ogni attore nello scenario permetterebbe un positivo confronto capace di ovviare alla farraginosità dei processi legislativi assicurando un sistema WIN WIN: libero mercato “responsabile” per le aziende e piena espressione degli stakeholder reali,  ossia le persone non le serie di cifre.

Corporate Shared Responsibility. “Lesson 1″

Agosto 9, 2007 by farfallaspietata

“Corporate Shared Responsibility. La responsabilità sociale delle imprese nella blogosfera. Il caso Green my Apple.” è il titolo della mia tesi. Scopo del post è riassumere gli esiti della mia ricerca, fissando le premesse a partire dalle quali proseguire il presente discorso.

L’idea della Farfalla Spietata nasce dalla mia curiosità riguardo la rilevanza di un legame che già avevo intuito, quello tra CSR e blog. Riportando notizie, riflettendo su esse, ho usato questo spazio come palestra nella quale rifinire e testare quanto andavo affermando nel progetto discusso lo scorso 20 luglio.

L’analisi degli oggetti di studio mi ha portato a valutare come inopportuno un loro accostamento lineare. Il blog è regolato da precise, non rigide, ma spontanee logiche, riconducibili ad un unica grande categoria: la pertinenza. Come afferma Giuseppe Granieri in “La società digitale” la pertinenza è la “qualità [...]. A posteriori.”: non esistendo selezione in entrata la fondatezza delle informazioni viene valutata sulla base di criteri soggettivi. L’intero sistema va perfezionandosi proporzionalmente al numero dei fruitori dei contenuti, come accade per wikipedia. Nella Grande Conversazione la trasparenza e la reputazione, latrici di fiducia, sono indispensabili.

Per un’azienda, nel contesto attuale, tenere un blog centrato sulle proprie politiche di responsabilità può risultare sconveniente per due ragioni:

  1. La parziale assenza di parametri rigidi per la CSR, in un certo qual modo incapace di generare pertinenza. Un esempio potrebbe questo.
  2. Spesso il dotarsi di nuovi strumenti di comunicazione prescinde da una opportuna interpretazione del cambiamento in atto, questo dà luogo a goffi ibridi assolutamente privi di effetto. E’ il caso di Open for Discussion.

Il cuore del tema non è quindi l’impresa, né la teoria morale, né la Rete, né il blog in sè…è lo scenario.

In sintesi non si tratta di osservare la perspicacia o la tempestività di chi si aggiorna, ma comprendere come ogni attore in campo possa collocarsi nel cambiamento.

E’ mia intenzione dimostrare che una costruttiva collaborazione tra le galassie CSR e blog possa  preservare la volontarietà alla base della prima attraverso la libera espressione della seconda…

MA COME SI INSERISCE GREENPEACE IN TUTTO QUESTO?

Domani la seconda parte…

Piano di lavoro…

Agosto 2, 2007 by farfallaspietata

image_098.jpg

Cinque giorni di Biennale a Venezia si sono rivelati un colpo di grazia per il mio già compromesso stato psicofisico, tipico del neolaureato: chilometri di minuscole calli e campi da affrontare secondo una logica meticolosa, pena incappare in surreali stradine, pardon rami o calli, che, dopo molto, si tuffano in laguna, costringendo il malcapitato (me stesso) a retrocedere imprecando.

Quest’anno l’esposizione internazionale d’arte si è rivelata decisamente sottotono rispetto alla precedente, tuttavia soddisfacente. Di nuovo qui, “al fresco”, mi scopro inspiegabilmente pronto a ricominciare…

Ad attendermi: un post che svelerà le “mirabolanti” conclusioni della mia tesi, tentativo parziale e temporaneo di chiosare sul tema del blog, un libro che influenzerà le analisi successive, e una new-entry-feticcio (l’astronave atterrata in un pacchetto infiocchettato guardacaso appena dopo la mia discussione: un HTC P3600), stimolante pretesto per approfondire le questioni relative alla responsabilità di quest’impresa.

“The Singularity is Near” si combina non a caso con il post e lo smart-phone,  prossimamente, tra spiaggia e acqua salata, su questi schermi…

La scultura nella foto è opera di Li Chen, artista interessante.

Per chi fosse interessato il suo padiglione è a Campo San Salvador (San Marco) 4826 (i numeri civici non sono legati alle strade ma alle zone…AUGURI :-) ).

La Apple delude…

Giugno 30, 2007 by farfallaspietata

steve_jobs_300px.jpg

Stupore…

FIDATEVI E LEGGETE!

Voglio confrontare con voi questi due brevi passaggi:

  1. We have instituted programs around the world to facilitate the recycling of electronics — diverting over 7,100 tons of equipment from landfills worldwide since 1996 [...]
  2. We have instituted programs around the world to facilitate the recycling of electronics — diverting over 21 million pounds of equipment from landfills since 1994.

molto simili vero? Li potete trovare rispettivamente qui e qui, non vi fate ingannare NON sono due pagine uguali, il primo paragrafo varia per le due frasi citate.Siamo nella pagina in cui Apple descrive le proprie politiche di responsabilità ambientale, ma mentre la frase 1 viene pubblicata nella versione web del 2006, la 2 è aggiornata alla lettera che Steve Jobs ha scritto rispondendo evidentemente a Greenpeace.

PICCOLE differenze dovrebbero evidenziare nel lasso di tempo, peraltro non confrontabile, nel primo caso dal 1996 al 2006, nel secondo dal 1994 al 2007, i miglioramenti nelle attività di riciclo.

la prima frase dice: [...] dal 1996 abbiamo evitato che 7.100 tonnellate di apparecchiature finissero nelle discariche (traduzione libera ma essenziale ai fini del discorso)

la seconda frase dice: [...] dal 1994 abbiamo evitato che 21 milioni di libbre (?) di apparecchiature finissero nelle discariche (traduzione libera ma essenziale ai fini del discorso)

Ora, ho imparato alle elementari che non si possono confrontare due unità di misura diverse, quindi, complice del il fido convertitore del mio nokia, più ecologico di Apple stando a Greenpeace :-), ho fatto qualche operazione:

21 milioni di libbre equivalgono a circa 9.000 tonnellate, la differenza quindi tra il primo e il secondo punto sono 2.000 tonnellate circa. Ma nel secondo caso si è provveduto anche a retrodatare l’anno di partenza di due anni.

In un confronto impossibile: 2.000 tonnellate ripartite nei tre anni che la seconda frase ha in più rispetto alla prima, fanno poco più di 600 tonnellate l’anno.

BENE in un anno, dal 2006 al 2007 avete riciclato, ipotizzando che ogni anno sia costante, 600 tonnellate di apparecchiature, e allora? perchè strafare intrecciando unità di misura e archi temporali?

Ma dato il sottile sotterfugio, probabilmente l’ultimo anno è stato abbastanza nero e si è tentato di recuperare così…

Questa non è responsabilità ma marketing, e della peggior fattura.

Sono pronto a rimangiarmi tutto se sbaglio ma i fatti sono fatti.

La foto è presa da qui.

Andateglielo a raccontare a Eva che la Mela è buona…ma stavolta…

Giugno 25, 2007 by farfallaspietata

da-theappleblog.jpgFagocitato dalla tesi di laurea mi accorgo di non aver postato in merito a quello che stò approfondendo, e che può essere definito la chiave di volta del discorso fino ad ora affrontato nel blog.

Green my Apple, non è soltanto una campagna innovativa contro l’atteggiamento irresponsabile della Apple promossa da Greenpeace (non mi dilungo, se ne è parlato ovunque), è l’anello di congiunzione tra l’atteggiamento misto stupefatto e inerme delle aziende, CSR parlando (non voglio neanche menzionare Open for Discussion anche se una frasetta che ho riscoperto renderebbe la citazione interessante: cercate qui al secondo punto e dite se questa può essere una costruttiva conversazione sulla responsabilità), e la folle corsa della conversazione in Rete.

La posizione di una ONG, in questo caso Greenpeace, consapevole dei nuovi strumenti della comunicazione, è non solo strategico surrogato alla carenza di effettivi e stabili punti di riferimento per l’agire responsabile, determinato dalla volontarietà ratificata dalla Commissione europea, ma anche valida catalizzatrice dell’essenza creativa e reticolare di una società che, in Rete, sta costringendo a ripensare sicurezze in cui molte imprese si sentivano a proprio agio.

  1. La STORICA, oserei dire, lettera di Steve Jobs, si proprio lui, in cui confessa, senza esplicitamente convenire con Greenpeace, di voler mutare la propria politica in tema di responsabilità, segna il passo.
  2. Il mettere a disposizione sul sito materiali ceduti in creative commons, e chiedere di rielaborarli per diffonderli presso i propri pubblici, attraverso blog o altre forme meno “impegnative”, è il valore aggiunto. Sottrae la ribalta a Greenpeace e la concede agli interessati. Il sito, in aggiunta, è un ottimo appiglio informativo e si impone per competenza: è, perciò, in grado di pulire, ma neanche troppo, una discussione che ha ricevuto l’appoggio di un popolo così strenuamente difensore della Apple: i mac user.

Non si parla più, o sono le premesse perchè si smetta di parlare, di soluzioni comunicative: la blogosfera è PARTE della CSR perchè questa è parte delle persone. Dai singoli emerge l’assenso per le politiche responsabili, e sono i singoli che ragionano secondo dinamiche reticolari e condivisive.

I valori che regolano i blog saranno risorse via via più preziose finchè la responsabilità sarà “l’integrazione delle preoccupazioni sociali”.

Manitese alla CSR

Giugno 3, 2007 by farfallaspietata

jpeg.jpgNavigando nel sito di Manitese scopro questa pagina. (Vi invito ad approfondire tutti gli aspetti che non affronterò qui direttamente, perchè essenziali ad una consapevole riflessione sulle prospettive della CSR.).

Manitese, ONG e ONLUS, rappresenta presso l’European Coalition for Corporate Justice l’iniziativa “Meno beneficenza più diritti” che pare stia trovando diretta, ma parziale, realizzazione in questa risoluzione della Parlamento europeo.

Facciamo ordine.

Risulterà evidente comparando i link segnalati, che il filo rosso della frase precedente è la contraddizione esistente tra: l’impostazione data alla responsabilità delle imprese dalla Commissione europea nel 2001, fondata sulla volontarietà e assenza di riferimenti significativi, e l’atteggiamento delle imprese orientate ad adeguarsi. L’interrogativo che sono state costrette ad affrontare è: adeguarsi a cosa, o meglio volendo dare per scontato l’esistenza di un opinione in merito, adeguarsi come?

Il risultato non poteva che essere confuso: alla domanda “qual’è il maggior ostacolo alla diffusione di pratiche di RSI presso le Vostre imprese?” le imprese rispondenti ad una ricerca condotta da Confindustria nel 2006 hanno risposto “Scarsa conoscenza/disinformazione 61,8%; Timore di costi aggiuntivi per l’impresa 67,3%; Mancanza di esempi di buone pratiche di riferimento 29,1″.

E’ in questa direzione che muove l’impegno dell’European Coalition for Corporate Justice e dell’iniziativa di Manitese: fondare l’idea di responsabilità su certezze non opinioni, standard vincolanti, il più possibile precisi, controlli e sanzioni, (”by putting pressure on European Institutions as well as national governments via direct lobbying, public campaigns, and denunciation of bad practices”)la prima, tramite campagna la seconda.
Spero sia l’anticamera di provvedimenti concreti (la risoluzione non ha potere attuativo) che evidenzieranno senza dubbio il ruolo centrale delle ONG, indipendenti e competenti, possibile stella polare: per un mondo imprenditoriale, ora, impegnato a far valere la propria posizione in un territorio così complesso e incerto, e per una collettività sempre più critica e interessata.

LA SVOLTA E’ VICINA?

La blogosfera della CSR.Dove, ma soprattutto QUANDO si va?

Maggio 27, 2007 by farfallaspietata

partenza.jpg

Credo sia lì già da un pò (più o meno come il mio ultimo post :-) )ma ho avuto modo di leggerlo soltanto stasera…

Un documento che in piena onestà analizza le debolezze della CSR così come si presenta attualmente. Preciso e organizzato in paragrafi da due capoversi, rispettivamente il bene e il risvolto contradittorio del tema in esame.

Kare Riis Nielsen Programme manager del Copenhagen Centre for Corporate Responsibility, le definisce mezze verità (half truths) ammettendo che la responsabilità sociale possa essere sopravvalutata. E’ di fatto un “disputed territory and not quick fix to major global challenge” e “should be measured against its impact on business and society rather than on its good intentions”.

Consideriamo, per ora, queste prime affermazioni in pieno accordo con il fine dell’articolo in questione, anche perchè in parte sono corrette, parlare di buone intenzioni nel business è da ingenui, non che non ci possano essere ma le dinamiche dominanti al vertice prediligono ben altri stimoli…tuttavia l’occhio, allenato radar da dati per la tesi, si è subito diretto sul paragrafo intitolato “multi-stakeholder dialogues”, in cui si ragiona definendoli: “such dialogue often constitute time-consuming exercises with focus on process and consensus rather than on substance.” ignorando i processi relazionali e i conflitti.

Sono affermazioni che se decontestualizzate potrebbero essere valida sintesi di una parte di blogosfera “in cerca d’autore”, esattamente quella orbitante attorno alla CSR. Leggi il seguito di questo post »

Il titolo doveva essere: “serendipity”

Maggio 14, 2007 by farfallaspietata

E’ già un pò che mi autoesorto a scrivere qualcosa sulla moltitudine di spunti individuati qua e la, ma sono riuscito ad ottenere un invito per provare la beta di Joost e sto per scaricarmi il software…vi farò sapere… :-)

Mi limito quindi a raccontarvi per link il meglio della navigata di stasera, scegliete, osservate…

Un video per chi avesse già sentito parlare di “Home”su Play Station 3, è la Second Life per consolle.

Qui c’è un interessante elenco dei bloggers in Microsoft Italia.

Questa interessante società, che ultimamente ha pubblicato un rapporto sulle comunità Internet in Italia, approda in Second Life (per chi frequenta).

Questo è un perfetto esempio del saper fare comunicazione stimolando la riflessione, un compendio di quanto attualmente si può in Rete…lo speaker è Marco Montemagno.

Il sommario di link sembrerà un inno all’incoerenza, ma spesso, dopo riflessioni accurate è utile sollevare la testa e, per un attimo, guardare lontano… seguendo il vento, la luce o semplicemente gli occhi… si può vedere fin dove arriva il pensiero…

La CSR non si tocca…

Maggio 10, 2007 by farfallaspietata

foto08.jpg

Scusate forse a quest’ora dovrei lasciar perdere e andarmene a letto…ma non ce la faccio…non di fronte a questo…

Oggi mi ero riproposto di raccontare il terzo, e per me, estremamente proficuo incontro del BlogLab(l’omino in cravatta sullo sfondo è Stefano Epifani, foto scattata con il mio indegno cellulare), in occasione del quale ho finalmente potuto associare volti a blog che leggo e conoscerne di nuovi. Ho scambiato piacevolmete informazioni con Alessandro (Web A-Ziende), ho conosciuto l’autrice del mio primo commento, che ancora ringrazio, ”trinity” (Ciak…si cinema), studente freelance, e Filippo (Scegliere) con cui ho tentato durante la pausa di sistemare alcuni problemini tecnici comuni, ma senza riuscirci.

Volto bruscamente pagina perchè mi sento in dovere di rettificare alcune affermazioni raccolte nel post del mio compagno di disgrazie informatiche e aggiungere, nei limiti delle mie possibilità, dei consigli(non prenderla sul personale, ma parli di CSR… :-) …).

AGGIORNAMENTO: Filippo ha risposto alle mie “provocazioni” con questo post.

Leggi il seguito di questo post »

Play the “game”…

Maggio 8, 2007 by farfallaspietata

Ogni tanto gli dedico qualche minuto…non smette di stupirmi

Chi vuole ci “giochi” un pò e tragga le proprie conclusioni…

Quanta “farfallaggine spietata” vedete?

Il video introduce…