Esattamente…

E’ quello che mi è successo in questi giorni…ho promesso di postare e poi ho abbandonato il pc…ma eccomi con l’ultima tappa del “viaggio”, quindi anche per me vale il “dal dire al FARE”.

C’è Augustin Mujyarugamba, Grazia Murtarelli, il giardino zen interno allo IULM… e ci sono anche io…ma tra la folla…

28/09/2007

Ore 9.00 ancora IULM, ma stavolta raggiunto preservando il delicato equilibrio del mio sistema nervoso, già messo alla prova il giorno precedente da qualche piccola incomprensione con il personale di servizio della stazione.

Tralascio il laboratorio sulla “Mediazione responsabile”(si faccia riferimento al programma), al quale ho partecipato, perché privo di approfondimenti e indegnamente presentato. 45 minuti sono oggettivamente troppi per riuscire a focalizzare un argomento, affrontato tra l’altro in maniera superficiale.

Vorrei spendere invece più di una parola sul meraviglioso intervento di Augustin Mujyarugamba nell’ambito del laboratorio sul “Diversity Management”, a differenza del precedente improvvisato, ma paradossalmente più strutturato.

Il diversity management si occupa di valorizzazione delle differenze, combattendo, logicamente, la discriminazione.

Augustin, presidente dell’AIPEL (Associazione degli Imprenditori e Professionisti Extracomunitari in Lombardia), mostra una serie di dati e commenta la situazione abbastanza infelice della burocrazia italiana, che, di certo, non favorisce gli imprenditori…dice testualmente “Anche in Burundi ti dicono torna domani”. Dovrebbe far riflettere non tanto la realtà espressa, quanto lo scollamento tra il dire e molte dimensioni che poco si accostano al fare, impedendo l’armonico protendersi degli attori e dei processi verso l’obiettivo. La rapidità di reazione e l’elasticità nonchè l’apertura sono i fondamenti delle dinamiche conversazionali responsabili (alla base della mia idea di CSR come esposta in tesi), le quali dovrebbero riferirsi a parametri normativi, anch’essi capaci di evolvere repentinamente…lo stato di cose effettivo invece sembra fare ostruzionismo nei confronti dell’efficacia delle soluzioni e più in generale (ma forse troppo) della sostenibilità.

Da non sottovalutare la questione sollevata poco oltre relativa all’intrinseco sentimento responsabile che un imprenditore extracomunitario avrebbe e alla tragica condizione di estrema flessibilità e scarsa sicurezza (si veda “flexicurity”) imperante nella realtà italiana.

Segnalo un’altra iniziativa che, al pari del blog di Edison, seguirò ossia il “sustainability meter” di Enel.

Proprio allo scadere del mia trasferta lombarda mi intrattengo con la gentilissima Sarah Quatrale, alla quale chiedo informazioni relative all’iscrizione ad Uniferpi. Colgo l’occasione per ringraziare Grazia Murtarelli, coordinatrice nazionale Uniferpi, della stimolante conversazione sugli obiettivi e le prospettive di questo progetto, al quale vado ad aderire…

Distrutto da una lunga e alienante giornata, mi scopro incapace di scrivere una versione pubblicabile dell’ultimo giorno di salone.

Per questa ragione intendo placare la certamente, vostra, lacerante brama di conoscere l’epilogo della mia appassionante avventura, con un dialogo al quale ho avuto la ventura di assistere…giudicate voi…

Milano, Salone della responsabilità sociale, durante un intervento…

Genionumerouno: “Scusi per cortesia mi fa rivedere la slide? Mi sono perso un paio di punti.”

Voce stizzita fuori campo: “Le slide stanno sul sito!”

Genionumerouno che si conferma tale: “QUALE SITO?” (wordpress non mi dà la possibilità di sottolineare altrimenti lo farei)

Voce stizzita (ma un po’ di più) di prima: “www.daldirealfare.eu”

Genionumerodue concorrente del primo: “Siccome ho il computer fuori uso questo periodo (vedi: non so neanche cosa sia un computer figuriamoci se becco le slide), non è che potrebbe tornare indietro di un paio di slide? (preciso che il Genionumero2, anche conosciuto come “il supercazzola”, è stato capace di fare le domande più inverosimili e surreali in stile supercazzola appunto…)

Il Genionumerouno accetta la sfida : “DOV’E’ IL SITO?” 

Ai limiti del raptus omicida la voce ricorda: “www.daldirealfare.eu”

Genionumerouno non mostra cedimenti: “E’ SUL FOGLIO?”

HA VINTO…

Dal Dire al Fare: day 1

3 ottobre 2007

Il primo giorno

27/09/2007

Ore 9.00 IULM

Le nuvole basse rendono un po’ cupa la struttura, ma è bellissimo scoprire un giardino zen interno nell’edificio principale.

Il salone viene inaugurato in ritardo dall’ottimo intervento di Emanuele Invernizzi al quale segue il convegno internazionale.

Prima di sintetizzare gli interventi a mio giudizio più rilevanti, vorrei sottolineare l’importanza di quella che non è soltanto perfetta rispondenza dei contributi agli intendimenti della due-giorni sulla CSR (dal DIRE al FARE), ma una definitiva ratifica del passaggio alla terza epoca della responsabilità di cui parla Alessandro Beda vicepresidente di Sodalitas: quella dei contenuti, una volta superata quella informativa (fine anni ’90) e quella degli strumenti (primi anni 2000). E’ palese la necessità di completare la conoscenza e i tecnicismi sviluppati con proposte concrete e consapevoli, protesi verso un futuro interconnesso caratterizzato, sempre secondo Beda, dal dialogo tra tre principali attori: imprese, società civile e istituzioni.

Senza dubbio ottime premesse che, nel corso della rassegna, vedono alternarsi sufficienti, eccellenti, come insoddisfacienti insoddisfacenti (maledette dita) interpreti.

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Meraviglia effimera…

3 ottobre 2007


stazione centrale di Milano

La mia prima volta a Milano: 26/28 settembre 2007

Scopo del soggiorno: il salone della responsabilità sociale d’impresa

26/09/2007

…stazione centrale, ore 14.00…l’imponente, altissima volta a botte che avvolge e sovrasta i 21 binari è un vero spettacolo, miliardi di piccioni in volo ne ricalcano la curvatura e, felici del mio arrivo suppongo, appongono il loro personalissimo “imprimatur” sul mio maglione…

Per nulla scoraggiato mi precipito di nuovo sul treno direzione Lodi (tre giorni da pendolare in Lombardia, una libidine…), incurante della pioggia, desiderando un pasto, un letto e l’inizio della manifestazione.