“You cannot greatly influence Web 2.0.
You can greatly influence Enterprise 2.0”

Andrew McAfee

Cosa sono le SOA?

Sebbene questa:

“SOA is an architectural style for building software applications that use services available in a network such as the web. It promotes loose coupling between software components so that they can be reused.”

sia una definizione completa, ritengo che l’importanza e la grandezza del concetto siano da quest’altra meglio esplicitate:

Service Oriented Architecture is an architectural paradigm and discipline that may be used to build infrastructures enabling those with needs (consumers) and those with capabilities (providers) to interact via services across disparate domains of technology and ownership.

Da ciò che emerge il fine ultimo delle Service Oriented Architectures è quello di costruire infrastrutture (software) creando le condizioni per cui quelle caratterizzate dai bisogni e quelle caratterizzate dalle potenzialità interagiscano attraverso servizi.
Bisogni e potenzialità si incontrano aprendo a quelli che il Dion Hinchcliffe del 2006 definisce “just-in-time enterprise mashups”. Le soluzioni agli scenari d’impresa si presentano perciò sotto forma di creta digitale modellabile a piacimento, just in time.

Si ma come? Leggi il seguito di questo post »

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Businesses are finding that
what they intended the service be used for
only scratches the surface of what they actually could be used for…
Charles Stack, BEA Engeneering Vice President
Quando, preso da un’illusoria insolita lucidità, ti capita di svelare, con tuo sommo stupore, ad alta voce, la “genialità” insospettabile di una trasmissione come “Uomini e Donne” (di cui segretamente apprezzi la malvagia capacità di raggiungere target anche opposti) (per chiarimenti sentitevi pure liberi di insultare via commenti), e ti senti rispondere tra l’annoiato e il ma-che-minchia-va-dicendo-costui: “perché non ci scrivi un post?”…realizzi che l’occasionale motivatore (trice) mostrando di aver preso a cuore il crollo del posting nel tuo blog, ti sta esortando ad urlare al mondo qualsivoglia infimo contenuto, purché corredato dalle tue puntuali considerazioni (e va bene le ultime cazzeggianti parole servono solo a caricarmi prima di cominciare)…
Ok…almeno di una cosa sono sicuro: so ancora scrivere in maniera incredibilmente contorta…
Sostanzialmente rifiuto a priori “infimi contenuti” pronto uso per le classifiche tanto care a molti, sono di nuovo invece prepotentemente qui perché nuove influenze e stimoli, al servizio di questa mia teoria fatta blog, catturano con tracotanza la mia attenzione, e non posso fare a meno di parlarne…

Più o meno una settimana fa ho udito, credo comunque di aver avuto occasione di leggerlo in precedenza, l’acronimo SOA (Service Oriented Architecture), nel rapido ed entusiasmante fluire di una digressione “molto focalizzata” su quanto di scibile si frappone tra la Genesi e il perché di lunedì girano le palle…devo ammettere di essermi appassionato all’argomento e di aver iniziato a leggere qualcosa…

Intanto potete iniziare a farvi un’idea:

Scrivo in proposito in quanto attratto dalla promessa delle SOA, che, capaci di trascendere il verticistico ruolo assunto qui dell’Enterprise 2.0 (nel post precedente scrivevo: “l’enterprise 2.0 è sintomo di come la cultura 2.0 stia tracimando nelle organizzazioni, senza forzarle, ma parlando la loro lingua, ed è questo il valore aggiunto[…]che mi ha portato a considerar[la] il terzo polo del blog, dopo CSR e blogosfera“), consentono di sperimentare nuove trame connettive strette al cuore del presente progetto: la strategica valenza del 2.0 nell’ambito della CSR. Leggi il seguito di questo post »