YI recently graduated in Corporate Communications, after having left a bit aside this blog.

Yesterday, while tidying up my desk and scanning some notes I took drafting my master thesis, I found something interesting: scattered thoughts about a post I read last November.

I remember it was an attempt to outline the idea of CSR I later structured , in the thesis, starting from a critical literature review on Corporate Social Responsibility,  Stakeholder Theory, and Social Media.

Leggi il seguito di questo post »

Even if I actually don’t have any problem in understanding english, I’ve never tried to write a post in this language.

To this day I’m convinced that the relevance of the blog’s topic (not of the blog itself, I’m not such a pundit), would require some more effort in order to spread the word in a better way and maybe to create some useful connections.

So here I am.
My first post in english deals with an event I came across here just yesterday, thanks to Fabian Pattberg, called: Engage CSR 2010.

Engage CSR 2010

It will take place online on the next Wednesday at 11:30AM or 5:30PM EST.
Registration here is needed to attend it.

The conference is about Corporate Social Responsibility and Social Media:

In today’s interconnected communications landscape where customers, consumers, investors and stakeholders can now interact directly with organizations, the underlying opportunities for engagement have never been greater. Simultaneously, the growth of corporate social responsibility has created a demand for timely information related to CSR initiatives.

Public and private companies, as well as nonprofit organizations, are increasingly leveraging social media to generate awareness for their social responsibility efforts.
How are leading brands and organizations showcasing their CSR activities in the social landscape?
What are the best practices for success?

In my humble opinion the agenda is pretty remarkable.
I think I’ll write about the panels I’ll be interested in, here, in the days following the event.

Well… stay tuned …

Spesso si tratta semplicemente di eleganza.

Sfortunatamente, altrettanto di frequente, la sua assenza, soprattutto per ciò che riguarda lo stile di alcune espressioni, porta ad imprecisioni e fraintendimenti a dir poco pericolosi.

In questo post vorrei dar spazio ad un paio di citazioni che illustrano meglio tale carenza, spunti per iniziare a tracciare delle linee non certo dei confini.

A partire da questi primi sussulti, gradualmente, nel tempo, il blog lascerà emergere una visione di Corporate Responsibility, al momento accennata per sottrazione criticando quanto di sicuramente ad essa estraneo,  frutto di ragionamenti condotti sul parallelo suo indipendente svilupparsi in letteratura.

Leggi il seguito di questo post »

Forum della Comunicazione 2010

Capita di frequente, nel leggere saggi, pdf, manuali, oppure nell’assistere a presentazioni e interventi relativi alla Corporate Social Responsibility, che io mi riscopra insofferente o persino indignato a causa della leggerezza con cui se ne discute, oppure con cui se ne afferma, più o meno consapevolmente, l’inconsistenza.

Ciò è accaduto anche nel corso della seconda giornata (16 giugno 2010) del Forum della Comunicazione, nello specifico durante la sessione plenaria Responsabilità Sociale e Sviluppo Sostenibile: gli obiettivi economici possono diventare sociali?”
Leggi il seguito di questo post »

“You cannot greatly influence Web 2.0.
You can greatly influence Enterprise 2.0”

Andrew McAfee

Cosa sono le SOA?

Sebbene questa:

“SOA is an architectural style for building software applications that use services available in a network such as the web. It promotes loose coupling between software components so that they can be reused.”

sia una definizione completa, ritengo che l’importanza e la grandezza del concetto siano da quest’altra meglio esplicitate:

Service Oriented Architecture is an architectural paradigm and discipline that may be used to build infrastructures enabling those with needs (consumers) and those with capabilities (providers) to interact via services across disparate domains of technology and ownership.

Da ciò che emerge il fine ultimo delle Service Oriented Architectures è quello di costruire infrastrutture (software) creando le condizioni per cui quelle caratterizzate dai bisogni e quelle caratterizzate dalle potenzialità interagiscano attraverso servizi.
Bisogni e potenzialità si incontrano aprendo a quelli che il Dion Hinchcliffe del 2006 definisce “just-in-time enterprise mashups”. Le soluzioni agli scenari d’impresa si presentano perciò sotto forma di creta digitale modellabile a piacimento, just in time.

Si ma come? Leggi il seguito di questo post »

Questa pubblicità riprende esplicitamente l’idea dell’effetto farfalla, principio che dà un senso alla (precarietà della) scienza della sostenibilità. Infame il (ruolo del) volatile no?… 🙂